Elettrostimolazione
L’elettrostimolazione, è la contrazione muscolare provocata da impulsi elettrici e viene utilizzata sia in riabilitazione sia in ambito sportivo. I risultati possono essere sorprendenti, a patto di avvalersi della consulenza di esperti e quindi evitare la pratica del ”fai da te”. Le possibilità di impiego spaziano da programmi per artrofia o tonicità muscolare (per la rieducazione a soggetti non allenati) a quelli per lo sviluppo di forza esplosiva o resistenza aerobica, ma anche programmi per il rilassamento ed il defaticamento.
I programmi sono strutturati su vari livelli in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere e con utilizzo di diverse frequenze: sono inoltre alternati i periodi di lavoro da quelli di pausa per un tempo medio di trattamento che può andare dai 20 ai 40 minuti.
Controindicazioni
- Portatori di peace maker
- Donne in gravidanza
- soggetti con cardiopatie e aritmie gravi
- persone affette da epilessia
- inoltre non applicare gli elettrodi in zone ulcerate o vene varicose o strappi non guariti
Applicando questa tecnica, mediante l’utilizzo di impulsi che agiscono o sui punti motori dei muscoli (motoneuroni) o sui terminali nervosi (impulsi TENS), si provoca una contrazione muscolare del tutto simile a quella volontaria.
Esistono tre diversi modi di utilizzo:
- La stimolazione muscolare (ideale per lo sviluppo della forza)
- La stimolazione ai terminali nervosi (ideale per i trattamenti contro il dolore e per quelli estetici)
- La ionoforesi (ideale per la veicolazione dei farmaci)
Oggi lo strumento più idoneo per l’elettrostimolazione è un generatore di corrente costante in modalità:
- Con impulsi rettangolari compensati e simmetrici, impulsi TENS (transcutanic eletric nerve stimulation) ed impulsi di ionoforesi
- In grado di adattarsi all’impendenza o resistenza dei diversi tessuti (ad esempio cute e grasso), che si interpongono tra gli elettrodi ed il motoneurone da stimolare
- Con programmi in cui gli impulsi siano calibrati secondo due variabili: la frequenza (impulso al secondo in Herz), che deve essere compresa tra 1 e 120 Hz, e la cronassia, in pratica la larghezza dell’impulso, misurata in microsecondi (da 30 a 450)
Vantaggi dell’impiego dell’elettrostimolazione:
- Nello sport: isolamento del gruppo muscolare trattato, salvaguardia delle sistema muscolo-tendineo, risparmio di energia fisica e psicologica, reclutamento di un numero maggiore di fibre muscolari rispetto ad una contrazione volontaria, allenamento di fibre muscolari poco utilizzate nelle normali sedute di lavoro, riduzione dei tempi di recupero, eliminazione del sovraccarico alle articolazioni, miglioramento della circolazione sanguigna, attivazione delle endorfine
- Nell’estetica: miglioramento del microcircolo capillare, mobilizzazione dei grassi, tonificazione e rassodamento dei tessuti, drenaggio dei liquidi, aumento del metabolismo e delle attività cellulari, riduzione del grasso dei depositi localizzati e della cellulite
- Nel benessere: riduzione del dolore, innalzamento delle endorfine, mantenimento del tono muscolare
- Nella riabilitazione: trattamento dell’amiotrofia muscolare post-traumatica e post-chirurgica, ripristino della forza muscolare, riequilibrio del controllo propriocettivo, cura delle contratture, recupero motorio
Un programma di elettrostimolazione deve prevedere una fase di riscaldamento, una di allenamento vero proprio ed un’ultima di defaticamento.
Diversificazioni tra i programmi
- Sviluppo forza: stimolazione delle fibre veloci a metabolismo misto anaerobico ed aerobico, con un tempo di contrazione di quattro secondi ed un tempo di relax di 20, utilizzando frequenze di 75-100 Hz, la larghezza dell’impulso (cronassia) si differenzia tra gli arti inferiori (300-400 microsecondi) e la parte superiore (150-250 microsecondi)
- Sviluppo forza espolsiva: ricerca del miglioramento della forza massimale e della forza veloce, con stimolazioni delle fibre rapide a metabolismo anaerobico, prevede tre secondi per la contrazione e 29 secondi per il relax, con una frequenza di 100-120 Hz
- Sviluppo forza resistente: miglioramento della resistenza allo sforzo intenso, con stimolazione delle fibre veloci a metabolismo misto anaerobico ed aerobico, con contrazioni di 8 secondi e relax di soli sei secondi ad una frequenza tra i 55 e i 65 Hz
- Tonificazione: miglioramento del tono muscolare, con stimolazione delle fibre lente, prevede lunghi tempi di contrazione a basse frequenze
- Recupero attivo allo scopo di velocizzare il recupero dopo una gara od un allenamento intenso, si utilizzano frequenze da 1 a 9 Hz
- Capillarizzazione:aumento della portata arteriosa, si applica una frequenza di 8 Hz
- Lipofisi: stimola la mobilizzazione dei grassi e il drenaggio dei liquidi con frequenze modulate
- Antalgico: stimolando i terminali nervosi con medie frequenze si riduce il dolore
- Endorfinico: con stimolazione a frequenze medie (1-6 Hz), si attiva la liberazione delle endorfine
- Amiotrofia: stimolazione delle fibre lente allo scopo di recuperare il volume del muscolo
- Decontratturante: consente un’azione di tonolisi, con una frequenza di 1 Hz
L’elettrostimolazione viene impiegata per un lavoro muscolare isometrico: solo gli atleti molto evoluti, sotto il
controllo diretto del preparatore atletico o del medico, possono svolgere un lavoro muscolare in dinamica associato
all’elettrostimolazione.
L’intensità dovrà essere sempre sotto la soglia del dolore, soprattutto per le TENS a scopo antalgico, dove va
assolutamente evitata la stimolazione dei tessuti muscolari sottostanti.
Gli elettrodi con polo positivo si applicano sul punto motore del muscolo, mentre i corrispondenti, con polo negativo, sulla
intersezione muscolotendinea prossimale al cuore.
L’elettrostimolazione non ha controindicazioni, è però vietata ai portatori di pace maker, alle donne in
stato interessante e agli epilettici, ed è comunque preferibile consultare il proprio medico prima di metterla in atto.
È consigliabile un numero massimo di sette sedute settimanali di un’ora ciascuna.
